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La politica europea dello sviluppo rurale

di Cristina Palamini

Il futuro delle aree rurali europee si preannuncia ricco di sfide ambiziose ed impegnative, come sottolineato dal Commissario UE è responsabile per lo sviluppo agricolo e rurale, Mariann Fischer Boel, in un discorso dedicato alla realtà del mondo rurale che attualmente rappresenta il 90% del territorio dell’Unione ed il 57% della popolazione.

Tra le problematiche più importanti, i cittadini comunitari saranno chiamati a confrontarsi con temi di vario genere quali: emigrazione, invecchiamento della popolazione, bassa produttività del lavoro, mancanza di infrastrutture e servizi pubblici e l’aumento delle aspettative dei consumatori in relazione alla sicurezza di prodotti ed animali con il conseguente incremento dei costi per gli agricoltori.

Nonostante i tangibili miglioramenti degli ultimi anni, occorre tuttavia rilevare che si può fare ancora molto per sostenere lo sviluppo rurale; come ad esempio il ricorso a fonti energetiche rinnovabili, la promozione di servizi o prodotti agricoli di alta qualità, la creazione di un tessuto di piccole e microimprese.

Ogni azione necessita di sostegno finanziario e la Commissione ha previsto una chiara ripartizione delle risorse destinate ad interventi diversi.La programmazione 2007-2013 prevede una ripartizione delle risorse del 35% da destinare alla competitività del settore agricolo e forestale e del 46% al miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale. Le iniziative destinate a migliorare la qualità della vita e la diversificazione disporranno del residuo 19%.

La sfida per il futuro è pertanto incentrata alla promozione di forme di investimento attive a vantaggio del comparto agricolo, con l’obiettivo puntato più sulle aree rurali e sulla loro competitività.

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