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UE: il punto del Consiglio ambiente del 22 dicembre

UE: il punto del Consiglio ambiente del 22 dicembre

I ministri dell'ambiente dei Ventisette, riunitisi lo scorso 22 dicembre a Bruxelles, si sono espressi dopo una prima analisi dell'accordo di Copenaghen. Andreas Carlgren, ministro svedese dell'ambiente, che presiedeva per l'ultima volta il Consiglio, e Stavros Dimas, commissario europeo all'ambiente, ne sono stati i portavoce davanti alla stampa.

Hanno assicurando che oggi tutti guardano al futuro, per tentare di trovare i mezzi, al di là della dichiarazione politica minimalista di Copenaghen, di adoperarsi a ottenere un accordo giuridicamente vincolante nel 2010. Questo sarà il principale obiettivo della Presidenza spagnola.

La Presidenza svedese ne conclude che:

  1. l'accordo deve essere completato. Costituisce tuttavia una prima tappa che coinvolge tutte le parti e una base per impegni in materia di riduzione delle emissioni, di finanziamento, di sorveglianza, di seguito e di verifica, nonché in materia di lotta contro il disboscamento;
  2. il notevole lavoro che rimane da fare dovrebbe rispettare uno scadenzario rigoroso e scadenze precise e l'UE dovrebbe continuare ad offrire alle altre parti in causa la propria ambizione e la propria direzione;
  3. in questo contesto, l'UE ribadisce la propria offerta condizionale di passare da una riduzione del 20% delle proprie emissioni per il 2020 (rispetto al 1990) ad una riduzione del 30%, purché gli altri paesi industrializzati si impegnino a fare sforzi simili e i paesi in via di sviluppo forniscano un contributo adeguato allo sforzo globale, secondo le rispettive capacità e responsabilità.

Rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva se non fosse venuto il momento, per l'UE, di minacciare le parti che non stanno al gioco di applicare una tassa all'importazione, Andreas Carlgren si è dimostrato prudente: “Si avrà sempre l'impressione che bisogna proferire minacce. Prevedo una discussione sulla fiscalità in Europa. Ma siamo ad un momento decisivo. Bisogna chiedersi se si vuole lavorare al livello mondiale o più frammentato. Tassare gli altri, sarebbe il modo frammentato. Se si vuole veramente un accordo giuridicamente vincolante, bisogna evitare di agitare le armi”.

Link utili:

fonte: Notiziario Europeo della Regione Lombardia


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