
Martedì 23 marzo si è svolto a Chiuro, nella sede di Irealp, il primo “Incontro della Montagna”, con la partecipazione di autorevoli esperti ed intellettuali italiani e svizzeri. Gli Incontri della Montagna sono una serie di appuntamenti a inviti, che si svolgeranno periodicamente presso la sede di Irealp, per approfondire temi di interesse per la ricerca sui territori montani che Irealp conduce come sua mission principale.
Il tema di questo primo incontro era “La prospettiva della Macroregione Alpina per la Montagna lombarda: politiche per l’integrazione europea e transfrontaliera”. Hanno partecipato:
Dal dibattito sul posizionamento europeo della montagna lombarda sono emerse posizioni in larga parte convergenti sia sull’analisi della situazione attuale sia sulle prospettive di cooperazione e integrazione delle politiche tra Paesi vicini come Italia e Svizzera, e in particolare tra territori montani transfrontalieri, quindi tra Lombardia, Cantoni Ticino e Grigioni.
E‘ stato rilevato che lo svantaggio dei territori montani è stato in larga misura determinato consapevolmente dai governi che si sono succeduti nella storia dei secoli trascorsi. Con il formarsi degli Stati nazionali, soprattutto dopo il Settecento, si sono affermate politiche di periferizzazione della montagna. Nel momento in cui i confini nazionali sono stati posti sugli spartiacque (c.d. “politica dei passi”), i territori montani si sono trasformati da centro della vita sociale e politica di comunità in periferie disagiate di comunità spostate a fondovalle. I confini sono divenuti impermeabili, e solo in questi ultimi anni, anche grazie alle politiche regionali e di vicinato attuate in ambito di Unione Europea, si tende a restituire dignità e unità ai territori montani “di confine”.
I territori montani sono quindi esempio di “identità” e di “spirito” per l’Europa. Come è avvenuto per l’unità del Giappone attorno al Fujiyama, così l’Europa si irradia dai suoi massicci: le Alpi, i Pirenei, i Carpazi. Il territorio della “polis” europea, come era avvenuto per la Grecia classica, si estende ai piedi delle sue montagne. Ecco riapparire quindi la “centralità” dell’Arco Alpino per la definizione stessa di Europa. Di qui ancora la centralità di politiche infrastrutturali e di sviluppo comuni attorno all’asse Nord-Sud, cioè all’asse del Sempione-Gottardo, per riaprire i corridoi comunicativi tra l’Europa del Nord e l’Europa del Sud (“Corridoio 24” individuato dall’Unione).
Ne deriva anche una nuova prospettiva unitaria, che si inquadra in una “politica di massiccio” già definita in alcuni Stati Europei come la Francia, per l’intero Arco Alpino. La possibilità che si passi dalla “Convenzione delle Alpi” a una vera politica di “Macroregione Alpina” in ambito europeo, è più che realistica. Nel momento in cui l’Unione riconosce ufficialmente nelle sue prospettive pianificatorie l’esistenza delle Macroregioni Baltica e Danubiana, si pone la questione della Macroregione Alpina. Su questo la Lombardia, come la Confederazione Elvetica nel suo complesso, può dare un importante contributo.
Ma forse, è giudizio comune, si può tentare un passo in più, verso una strutturazione più definita per un organismo complesso che intende federarsi per collaborare su temi comuni. E’ la possibilità offerta dal GECT-EuroRegione, cioè da un accordo convenzionale, formalmente riconosciuto dagli Stati nazionali e dalle Istituzioni europee, per applicare regole comuni su alcuni temi di interesse (es. le infrastrutture, la sanità, le politiche per la famiglia, il lavoro, etc.), e per concorrere da posizioni di forza e condivise, in ambito UE, a gestire Fondi strutturali e di coesione territoriale.
Si tratta di una opzione di cooperazione permanente tra Lombardia e Svizzera, a cui dovrebbero unirsi i due Land tedeschi più naturalmente (e storicamente) interessati, cioè il Baden-Wurttemberg e la Baviera, per ripristinare una “permeabilità” dell’asse Nord-Sud, che presto sarà innervata fisicamente dal Tunnel del Gottardo (e infatti oggi la Svizzera sta lavorando su un mega-progetto di sviluppo interno denominato “Gottardo 2020”). Questa sarebbe certamente l’EuroRegione (“Alpi Centrali”) più forte tra tutte le Regioni europee, la più popolata e la più centrata sul vero “cuore” d’Europa: le Alpi. Oggi esistono oggettivamente problemi di relazioni tra Lombardia e il Governo svizzero nel suo insieme (che si relaziona preferibilmente con lo Stato Italiano), più che non tra Lombardia e i Land tedeschi, ma l’aggregazione di una siffatta EuroRegione è definita dagli esperti “inevitabile” e soprattutto “ineludibile”. Lo dice la storia, ma anche i comuni interessi e l’interesse dell’Unione di cementare il suo rapporto con la Svizzera. E probabilmente anche l’inverso, cioè l’urgenza per la Svizzera di inquadrare al meglio i suoi rapporti con l’Unione.
La forza dei territori montani deve essere quindi fatta valere in ambito europeo, a partire dai suoi punti di forza: le sue ricchezze naturali come l’Acqua, l’Aria, il Bosco. E a partire dalle sue caratteristiche che ne fanno un territorio ideale per vivere con la più alta qualità della vita. Ecco perché oggi alla Montagna deve essere restituita la sua capacità di aggregare conoscenze, cioè di sviluppare la ricerca e la formazione. In altre parole, l’Università “diffusa”, già presente – virtualmente, con le sue istituzioni di ricerca – in Valtellina e nella montagna lombarda in generale. Attuare un gemellaggio con le omologhe istituzioni di ricerca dei Cantoni Grigioni e Ticino vorrebbe dire dar vita alla “Alta Scuola di Studi Retici” di cui da tempo si discute.
Una nuova cultura della montagna, delle Terre Alte non solo “parco divertimenti” della pianura, ma terra di residenza privilegiata, dotata di servizi, connessioni e infrastrutture non solo reali ma anche virtuali. Un vero e proprio “Sistema Montagna”, in grado di imporsi e pesare sulle scelte strategiche e politiche degli Stati. Un modello di governance come i “Cantoni di Montagna” della vicina Svizzera, che sono una realtà viva e importante in quel contesto istituzionale. Un rafforzamento dell’identità e della governance anche a livello lombardo potrebbe sostenere la formazione dell’EuroRegione “Alpi Centrali” a vantaggio di tutto il “Sistema Lombardia” e dell’asse del Gottardo, con un’operazione di comunicazione e di marketing che sottolinei la natura “bottom up” della nuova aggregazione. Un’EuroRegione che nascerebbe interamente sotto il segno della sussidiarietà, della solidarietà, del federalismo. Tre valori che sono assolutamente unici e distintivi, nel panorama europeo, per la Lombardia, la Svizzera e i Land tedeschi.
Questo è lo scenario disegnato dai partecipanti all’Incontro, il primo di una serie di appuntamenti che IREALP ospiterà nella sua sede di Chiuro, per sviluppare e consolidare i rapporti tra Centri di ricerca sulla montagna, italiani ed europei, e affermare un nuovo volto della Montagna.